Giovedì, 20 Giugno 2019

Riunito il Comitato congiunto di sorveglianza. Circa 220 milioni stanziati nel periodo 2014-2020.

Fondi europei FSE e FESR: nel 2018 raggiunti gli obiettivi di spesa e di performances

I fondi strutturali europei FSE e FESR sono diventati, in particolare con l'ultima programmazione 2014-2020, non più mere risorse aggiuntive al bilancio provinciale ma sostegni essenziali per la realizzazione delle diverse politiche poste in essere dal Trentino. Il totale delle risorse stanziate con i due programmi è pari a circa 220 milioni di euro, in sei anni: in gran parte si tratta di risorse provenienti appunto da Bruxelles, ma anche da Roma, a cui si aggiunge una quota provinciale distribuita sui vari assi e sulle azioni via via programmate dal parternariato, ovvero dai diversi soggetti coinvolti.
E ieri in Provincia si è riunito, per la quarta volta dall'avvio del Programma, il Comitato congiunto di sorveglianza, presieduto da Michele Michelini, responsabile del Servizio Europa della Provincia, subentrato a Fabio Scalet dopo il recente passaggio di questo settore dell'amministrazione sotto la Direzione generale della Provincia. Obiettivo della riunione, a cui hanno partecipato rappresentanti della Commissione europea, dei Ministeri competenti e delle parti economico-sociali, fare il punto sullo stato di avanzamento dei programmi operativi nel 2018. Il Trentino ha raggiunto lo scorso anno - e in parte per la verità anche superato - sia gli obiettivi di spesa sia quelli relativi alle performances. E' stata quindi fra l'altro nuovamente smentita una notizia diffusa qualche giorno fa secondo la quale il Trentino avrebbe "perso" lo scorso anno alcuni fondi europei. Ma quella di ieri è stata anche l'occasione per iniziare a discutere di futuro, ovvero della programmazione 2021-2027, nella quale è prevista una crescita di risorse per l'Italia, e quindi anche per il Trentino. Quelle Fse ammonteranno per l'Italia a circa 15 miliardi di euro, mentre quelle Fesr a circa 28 miliardi.

L'incontro si è aperto con i saluti del presidente del Comitato Michelini, che ha dato il benvenuto del Trentino ai membri del parternariato e ha quindi passato la parola al suo predecessore Scalet, al quale sono andati i ringraziamenti di tutti i presenti per l'impegno profuso. 

Ha quindi preso la parola Simona Giarratano, in rappresentanza della Commissione europea, che ha brevemente esposto le linee di sviluppo future, come illustrate a Roma lo scorso 1° aprile. Il principale obiettivo per la programmazione 2021-2027 sarà un’Europa più sociale e inclusiva. Queste le priorità per l’Italia: ridurre la disoccupazione giovanile, le disparità uomo-donna, la dispersione scolastica, la povertà e la privazione sociale. I fondi europei verranno utilizzati prioritariamente per migliorare l’accesso al lavoro soprattutto di  donne e giovani, per arricchire la formazione ad ogni livello, per promuovere un'inclusione sociale attiva, con particolare riferimento alle persone a rischio povertà.

Ma vediamo brevemente le relazioni riguardanti la programmazione 2018 in Trentino.

Per quanto riguarda il Fondo sociale europeo-FSE, di cui ha relazionato il direttore dell'Ufficio Fondo sociale europeo Francesco Pancheri, il programma operativo nei 6 anni considerati prevede un budget di circa 110 milioni di euro. Il 50% è finanziato dall'Unione europea, il 35% dallo Stato e per il rimanente 15% dalla stessa Provincia autonoma. 

Le risorse vengono distribuite su 5 Assi: Occupazione; Inclusione sociale e lotta alla povertà; Istruzione e formazione, Capacità istituzionale e amministrativa; Assistenza tecnica.

Nel 2018 si è registrato un ulteriore importante avanzamento dell'attuazione del Programma operativo nel suo complesso. Alla fine del 2018 le risorse impegnate risultavano essere pari a quasi 69 milioni di euro, il 62% del totale. Circa 35.000 i destinatari delle diverse azioni, fra cui percorsi formativi e interventi di avviamento al lavoro, misure di welfare, compresa la distribuzione di buoni di servizio a famiglie a basso reddito, attività di formazione e riqualificazione che coinvolgono studenti e anche insegnanti e formatori (in Italia e all'estero). Interessante notare che l'81% dei beneficiari è di genere femminile. I beneficiari delle diverse misure  sono nel 65,4% dei casi di soggetti occupati, cui si aggiunge una quota del 23,9% di soggetti disoccupati e una pari al 10,7% di soggetti inattivi.

Buone anche le performance raggiunte dal Fondo europeo di sviluppo regionale-FESR, il più importante strumento di investimento della Provincia a favore dello sviluppo del sistema produttivo e territoriale, di cui ha relazionato la responsabile dell'Ufficio fondi strutturali Sara Beatrici. Anche qui oltre 108  milioni di euro disponibili nel periodo 2014-2020,  distribuiti sugli Assi: Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione, Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese; Sostenere la transizione verso un'economia a bassa emissione di carbonio in tutti i settori; Assistenza tecnica; Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi; Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché il loro 'impiego

L'accelerazione registrata dalla spesa nel corso dell'anno ha consentito di superare l'obiettivo di spesa fissato per il 2018, arrivando a quota 17.527.000 circa. Nel complesso, sono state impegnate finora risorse per quasi 101 milioni di euro, circa il 93% della dotazione complessiva del Programma. Risultati particolarmente significativi sono stati raggiunti sull'Asse 1, che comprende fra l'altro i progetti relativi al Polo Meccatronica e Progetto Manifattura - Green Innovation Factory. 103 le imprese coinvolte, che cooperano con gli istituti di ricerca trentini, e 5 milioni di euro di investimenti privati attivati per progetti di innovazione e Ricerca & Sviluppo. Buone le performances anche per quanto riguarda l'Asse 3, e quindi il fronte ambientale, con, ad esempio, una consistente riduzione delle emissioni di CO2, dei consumi energetici degli edifici pubblici, e 223 imprese che hanno ricevuto un sostegno per l'efficienza energetica e l'uso di energie rinnovabili.  Non totalmente performanti invece sono risultati l'Asse 2 , principalmente a causa di una minor spesa sostenuta dai beneficiari entro il 2018 rispetto a quella prevista, riconducibile a tempi più lunghi del previsto nella emissione degli avvisi e nelle procedure di concessione dei contributi, nonché l'Asse 5 e l'Asse 6, a causa dei tempi lunghi dettati dalle procedura di appalto per la selezione delle imprese a cui affidare i lavori. Pertanto entro la fine dell'anno potrà essere effettuata una rimodulazione del Programma con una riallocazione parziale delle risorse sugli assi più performanti al fine di premiare le attività e gli investimenti che più celermente sono stati avviati e concretizzati. 

Nel complesso comunque il Programma FESR è stato avviato con interventi di eccellenza e rilievo nazionale come il Polo Meccatronica eil  Progetto Manifattura e fra gli altri gli interventi di efficentamento energetico di edifici pubblici valutati secondo una metodologia innovativa proposta da Habitech che verrà presentata quale buona pratica a livello nazionale. 

Il dibattito svoltosi nel corso della giornata si è concentrato sul tema della complessità organizzativa dei programmi e sulle problematiche di performance. A fine lavori i responsabili della Commissione europea hanno sottolineato la loro soddisfazione per il lavoro svolto e i risultati raggiunti. Il Comitato ha infatti  potuto constatare l'impegno e i risultati positivi della gestione dei due Programmi, per i quali sono state confermate le dotazioni finanziarie. Ci si è dati  quindi appuntamento alla successiva riunione per un nuovo aggiornamento relativo alla gestione dei Programmi e per un approfondimento delle prospettive che si stanno aprendo sulla programmazione 2021-2027.    

 

Comunicato 1498