Mercoledì, 16 Maggio 2018

"Lo Stato dell’Unione" - vignette sull'Europa

mostra organizzata da Europe Direct Trentino con il Centro Euro-mediterraneo LIBREXPRESSION – Fondazione Giuseppe Di Vagno

La storia non è mai stata un lungo fiume tranquillo.

Alterna periodi di relativa quiete con progresso umano, economico e sociale, a periodi di tempesta, di violenza, di regressione politica, economica e sociale. Interessi strategici divergenti,  intolleranze religiose ed etniche, violenza intrinseca e gratuita dell’essere umano, che lo rendono più vizioso e pericoloso della più selvagge specie animali e sono in perpetua lotta contro la parte più luminosa delle persone fatta di empatia,  di solidarietà, di amore e rispetto degli altri.
Purtroppo le lezioni della storia si dissolvono poco a poco portando spesso a nuovi periodi di turbolenza e di sofferenza, particolarmente per i meno abbienti.
Sembra che dopo la caduta del muro di Berlino e il collasso dei regimi d’ispirazione comunista, la ruota giri di nuovo verso un periodo a rischio, favorito dall’irresponsabilità di leader illusori e dallo sbocciare di democrazie autoritarie e illiberali, quando non di regimi dittatoriali.
Dai primi anni del ventunesimo secolo, le crisi dell’euro e delle migrazioni, la crescita delle disuguaglianze nei paesi e tra i paesi, la nuova corsa verso l’accaparramento delle materie prime indispensabili allo sviluppo e all’egemonia, il risveglio del potere politico delle religioni spinto da queste turbolenze, hanno fatto entrare l’Unione europea – e non solo – in un periodo di instabilità e di alto rischio.
Davanti alle grandi sfide (approvvigionamento energetico, terrorismo, migrazioni, dominazione delle multinazionali, concorrenza tra potenze…) che i paesi membri dell’Unione devono affrontare -e che razionalmente dovrebbero essere affrontate assieme e non ognuno per conto suo- molti politici e popoli europei, dimenticando che l’unione fa la forza, propongono e desiderano ripiegarsi su loro stessi e praticare la politica dello struzzo.
Dalle crisi di queste ultimi anni, l’Unione è stata spaccata tra Nord e Sud e tra Occidente ed Oriente e in tutta Europa si stanno sviluppando populismi anti-europei, neo-fascismo e governi democratici illiberali. L’elezione del Presidente europeista francese Emmanuel Macron ha suscitato molte speranze, ma la sua voglia di andare verso una vera sovranità europea non sembra creare entusiasmo tra i partner europei, paralizzati dalle opposizioni interne e dagli egoismi nazionali.
I popoli sono arrabbiati, chi a causa dell’impoverimento, che per il timore dell’”altro”, chi per la crescita delle disuguaglianze o per il trattamento disumano dei migranti. La colpa di chi è? Forse dell’incapacità dei politici di rispondere a queste sfide con un progetto, con la difesa dei valori fondanti dell’Unione, con la volontà di superare nostre piccole differenze con lo sviluppo di quello che ci unisce, ben superiore a quanto ci divide. L’Europa è politica e solo la politica -cioè i cittadini- la possono cambiare. E’ una fatica di Sisifo, ma è uno sforzo che deve essere fatto da tutti quelli che capiscono che l’Europa non è più al centro del mondo, che la sua disunione non significherebbe solo la sua scomparsa, ma il rischio di dipendenza di ognuno di noi dalle grandi potenze non europee.

Sono questi messaggi che i vignettisti di tutta Europa ci propongono.

Thierry Vissol, direttore del centro LIBREXPRESSION

Una mostra organizzata da Europe Direct Trentino con il Centro Euro-mediterraneo LIBREXPRESSION – Fondazione Giuseppe di Vagno.