Martedì, 29 Giugno 2021

IVA: nuove norme sul commercio elettronico nell'UE per facilitare la vita ai commercianti e garantire maggiore trasparenza ai consumatori

Entrano in vigore le nuove norme in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA)   nel quadro degli sforzi tesi a garantire maggiori condizioni di parità per tutte le imprese, a semplificare il commercio elettronico transfrontaliero e a introdurre maggiore trasparenza per i consumatori dell'UE per quanto riguarda prezzi e scelte.

Il sistema IVA dell'UE, che è stato aggiornato da ultimo nel 1993, non ha tenuto il passo con l'aumento del commercio elettronico transfrontaliero, che negli ultimi anni ha trasformato il settore del commercio al dettaglio. Anche la pandemia di coronavirus ha ulteriormente accelerato il boom del commercio al dettaglio online, sottolineando nuovamente la necessità di una riforma per garantire che l'IVA dovuta sulle vendite online sia versata al paese del consumatore. Le nuove norme rispondono inoltre alla necessità di semplificazione a favore sia degli acquirenti che dei commercianti. 

Le nuove norme interesseranno i venditori e i mercati/piattaforme online sia all'interno che all'esterno dell'UE, gli operatori postali e i corrieri, le amministrazioni doganali e fiscali, nonché i consumatori. 

Cosa cambierà?

A partire dal 1º luglio 2021 sarà introdotta una serie di modifiche delle modalità di applicazione dell'IVA sulle vendite online, indipendentemente dal fatto che i consumatori acquistino da commercianti all'interno o all'esterno dell'UE:

  • nel quadro del sistema vigente, le merci di valore inferiore a 22 EUR importate nell'UE da società non UE sono esenti da IVA. A partire dal 29 giugno, questa esenzione è abolita, per cui l'IVA sarà applicata su tutti i beni che entrano nell'UE, al pari di quanto avviene per i beni venduti da imprese dell'UE. Le ricerche e l'esperienza hanno dimostrato che l'esenzione è utilizzata in modo abusivo, in quanto venditori senza scrupoli di paesi terzi etichettano in modo non corretto le spedizioni di merci, ad esempio di smartphone, al fine di beneficiare dell'esenzione. Questa lacuna consente a queste imprese di praticare prezzi inferiori rispetto ai concorrenti dell'UE e la frode costa al fisco dei paesi dell'UE circa 7 miliardi di EUR all'anno, con un conseguente onere fiscale maggiore a carico degli altri contribuenti;
  • attualmente, i venditori del commercio elettronico sono tenuti ad aprire una partita IVA in ciascuno Stato membro in cui realizzano un fatturato superiore ad una determinata soglia complessiva, che varia da paese a paese. Dal 1º luglio le diverse soglie saranno sostituite da un'unica soglia comune UE di 10 000 €, al di sopra della quale l'IVA dovrà essere versata nello Stato membro in cui i beni sono consegnati. Per facilitare la vita a queste imprese e semplificare notevolmente le vendite in altri Stati membri, i venditori online possono ora registrarsi su un portale elettronico, lo sportello unico (OSS), dove possono assolvere tutti gli obblighi IVA per le vendite in tutta l'UE. Per i servizi elettronici venduti online la soglia di 10 000 € si applica già dal 2019.

Anziché districarsi con procedure complicate in altri paesi, possono registrarsi nel proprio Stato membro e nella propria lingua. Una volta registrato, il commerciante online può dichiarare e pagare l'IVA presso l'OSS per tutte le vendite realizzate nell'UE mediante una dichiarazione trimestrale. L'OSS si occuperà della trasmissione dell'IVA al rispettivo Stato membro.

  • Nella stessa ottica, l'introduzione dello sportello unico per le importazioni (IOSS) consentirà ai venditori non UE di registrarsi facilmente nell'UE ai fini dell'IVA e garantirà che l'importo corretto dell'IVA sia trasferito allo Stato membro in cui l'imposta è effettivamente dovuta. Per i consumatori ciò significa molta più trasparenza: per gli acquisti da un venditore o su una piattaforma non UE registrati presso l'OSS, l'IVA dovrebbe essere compresa nel prezzo pagato al venditore. Finite quindi le telefonate delle dogane o i pagamenti supplementari al corriere al momento della consegna delle merci nel paese dell'acquirente, in quanto l'IVA sarà già stata pagata.

Le imprese al di fuori dell'UE si sono già registrate in gran numero presso l'IOSS, compresi i più grandi mercati online a livello mondiale.

Contesto

Le vigenti norme dell'UE in materia di IVA sono state aggiornate da ultimo nel 1993, molto prima dell'era digitale, e sono pertanto inadeguate alle esigenze delle imprese, dei consumatori e delle amministrazioni in un'epoca di acquisti transfrontalieri via internet. Nel frattempo il boom degli acquisti online ha trasformato il commercio al dettaglio in tutto il mondo e ha registrato un'ulteriore accelerazione durante la pandemia.

Le nuove norme, se da un lato rappresentano un grande cambiamento nel modo in cui le imprese online dell'UE gestiscono le loro esigenze in materia di IVA, dall'altro apporteranno innegabili vantaggi per quanto riguarda la facilità di fare impresa, la riduzione delle frodi e il miglioramento dell'esperienza dei consumatori nei loro acquisti online nell'UE.

Un analogo "mini sportello unico (MOSS)" per l'IVA è già operativo con successo dal 2015 per le vendite transfrontaliere di servizi elettronici. La sua estensione alle vendite online di beni offrirà ancora più vantaggi ai rivenditori e ai consumatori online nell'UE. Riforme analoghe sono state attuate e stanno dando buoni risultati in altri paesi, quali Norvegia, Australia e Nuova Zelanda.

fonte: Rappresentanza in Italia

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