Venerdì, 16 Luglio 2021

L'Unione europea dice no alle discriminazioni LGBTQI

L’UE avvia azioni legali contro Ungheria e Polonia per le violazioni dei diritti fondamentali delle persone LGBTQI

La Commissione europea ha avviato procedure di infrazione contro l'Ungheria e la Polonia sull'uguaglianza e la tutela dei diritti fondamentali, in particolare per le comunità LGBTQI. I due Stati membri dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla CE. In caso contrario, la Commissione può decidere di inviare loro un parere motivato e in una fase successiva deferirli alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

L’esecutivo europeo sottolinea quanto sancito dall’articolo 2 del trattato dell’Unione Europea cioè il fatto che l’uguaglianza e il rispetto della dignità e dei diritti umani sono valori fondamentali dell'UE. La Commissione ha affermato che utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per difendere questi valori. 

Secondo il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, si deve continuare ad agire per garantire che tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo in tutta l'UE.

Tra le motivazioni dell'apertura della procedura di infrazione, si legge che l'Ungheria ha pubblicato una legge che prevede una serie di misure restrittive e discriminatorie; in particolare, vieta o limita l'accesso a contenuti che diffondano o ritraggano la cosiddetta 'divergenza dall'identità personale corrispondente al sesso alla nascita, al cambio di sesso o all'omosessualità' per le persone di età inferiore ai 18 anni.