Giovedì, 22 Dicembre 2022

Nuove regole UE per batterie più sostenibili ed etiche

Il mercato delle batterie sta assumendo una dimensione strategica, per questo il Parlamento europeo è al lavoro su nuove norme per affrontare le questioni ambientali, etiche e sociali

Secondo le attuali previsioni, entro il 2030 saranno almeno 30 milioni i veicoli elettrici a emissioni zero immessi sulle strade dell'UE. Sebbene le auto elettriche possano contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra, l'elettromobilità conta con uno svantaggio competitivo a livello ambientale: le batterie. A tal proposito, il Parlamento europeo ha lavorato all'aggiornamento della Direttiva sulle batterie. La finalità, è quella di garantire che al termine del loro ciclo di vita, le batterie possano essere riutilizzate o riciclate.

La relazione sulle batterie e sui rifiuti di batterie a cura del relatore Achille Variati (S&D, IT) è stata adottata dal Parlamento il 10 marzo 2022. Tale relazione, si propone di regolamentare l'intero ciclo di vita del prodotto partendo dalla fase di progettazione e finendo al riciclo in nuovi prodotti. Questa proposta si ricollega al piano d'azione UE per l'economia circolare e alla strategia industriale dell'UE.

Il 9 dicembre il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio per rivedere le norme sulle batterie per tener conto degli sviluppi tecnologici e delle sfide future. Una volta approvate formalmente da entrambe le istituzioni, le nuove regole entreranno direttamente in vigore. Questo dovrebbe rendere le batterie più sostenibili, performanti e durevoli.

Come vengono classificate le batterie?

Gli eurodeputati chiedono l'introduzione di una nuova categoria di batterie, quelle utilizzate per alimentare i "mezzi di trasporto leggeri" come biciclette o scooter elettrici, a causa del loro crescente utilizzo. Questa nuova categoria andrebbe ad affiancarsi alle classi di batterie portatili già esistenti, come quelle automobilistiche e quelle industriali.

 

Batterie: un mercato strategico per l'UE

Le stime di cui disponiamo indicano che, entro il 2030, la domanda globale di batterie potrebbe aumentare di 14 volte e che il fabbisogno per l'UE potrebbe rappresentare il 17% della domanda totale. Tale fenomeno trova la sua principale spiegazione in una molteplicità di fattori: l'ascesa dell'economia digitale, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l'avvento della mobilità a basse emissioni di carbonio. Il crescente aumento di veicoli elettrici alimentati a batteria, renderà questo mercato strategico a livello globale.

 

Come affrontare i problemi relativi alle materie prime delle batterie

La produzione di batterie dipende fortemente dalle importazioni di materie prime critiche e in particolar modo quelle di cobalto, litio, nichel e manganese, dei metalli ad impatto ambientale e sociale molto elevato. Per contrastare la violazione dei diritti umani connessi ai processi produttivi e garantire batterie più etiche, gli eurodeputati sostengono l'introduzione di un obbligo di diligenza per i produttori. Secondo il testo, i produttori dovrebbero essere tenuti a rispettare standard di gestione dei rischi sociali ed ambientali, legati all'approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio di materie prime e materie prime secondarie. Tutti gli operatori economici che immettono batterie sul mercato dell'UE, ad eccezione delle PMI, saranno tenuti a sviluppare e attuare questa politica di dovuta diligenza.

Limitare l'impronta di carbonio delle batterie

 Le batterie dovranno disporre di un'etichetta indicante la propria impronta di carbonio. Questo indicatore servirebbe a rendere più trasparente l'impatto ambientale di ogni batteria. Questo sarà obbligatorio per le batterie dei veicoli elettrici (EV), le batterie dei mezzi di trasporto leggeri (LMT) e le batterie industriali ricaricabili con una capacità superiore a 2kWh. Servirà inoltre a regolamentare l'intero ciclo di vita delle batterie e al tempo stesso a garantire che le nuove batterie contengano livelli minimi di determinate materie prime.

Aumentare il tasso di riciclo delle batterie

 Nel 2019, il 51% delle batterie portatili vendute nell'UE è stato raccolto per essere riciclato. A causa della presenza di diversi metalli e composti utilizzati in fase di produzione, i relativi processi di riciclo possono variare a seconda del tipo di batteria. Con le nuove regole per le batterie portatili verranno inseriti obiettivi più stringenti per la loro raccolta (45% entro il 2023, 63% entro il 2027 e 73% entro il 2030) e per le batterie dei mezzi di trasporto leggeri (51% entro il 2028, 61% entro il 2031). Il nuovo quadro normativo prescrive inoltre l'obbligo di raccolta gratuita per gli utenti finali di tutti i rifiuti prodotti da mezzi di trasporto leggeri, batterie per autoveicoli, veicoli industriali e veicoli elettrici, indipendentemente dalla loro natura, composizione chimica, condizione, marca o origine. Secondo le nuove regole, i livelli minimi di cobalto recuperato (16%), piombo (85%), litio (6%) e nichel (6%) dai rifiuti di produzione e di consumo devono essere riutilizzati nelle nuove batterie.

Semplificare la rimozione e la sostituzione delle batterie

Le nuove norme prescrivono una più facile rimozione o sostituzione delle batterie, in grado di fornire migliori informazioni ai consumatori. Le batterie portatili negli apparecchi dovrebbero essere progettate in modo tale che gli utenti possano rimuoverle e sostituirle facilmente. Questo requisito diventerà obbligatorio tre anni e mezzo dopo l'entrata in vigore delle norme. Verranno fornite maggiori informazioni sulla capacità, le prestazioni, la durata, la composizione chimica, nonché il simbolo di “raccolta differenziata” delle batterie.

 Fonte: Ufficio Stampa del PE

Immmagine: Ufficio Stampa del PE

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