Mercoledì, 31 Agosto 2022

Quanti giovani europei hanno lavorato studiando nel 2021?

Una recente indagine Eurostat rivela grandi differenze nell’UE

Fornire ai giovani una buona istruzione è un obiettivo importane e determinante per il loro futuro. La tempistica nella transizione tra istruzione e mercato del lavoro varia notevolmente tra gli Stati membri dell’Ue. In alcuni Paesi i giovani iniziano a lavorare, ad esempio part-time, nei fine settimana o con lavori da studenti, mentre stanno ancora partecipando all’istruzione formale. Ciò è determinato dai sistemi educativi e formativi nazionali, oltre che da altri fattori come le caratteristiche del mercato del lavoro nazionale e da fattori culturali.

Nel 2021, il 23% dei giovani tra i 15 ed i 29 anni ancora nel periodo d’istruzione formale erano anche occupati lavorativamente, mentre il 3% cercava lavoro ed era disponibile ad iniziarlo (disoccupati). Tuttavia, la maggioranza di questo gruppo (73%) era esclusa dalla forza lavoro (né occupati né disoccupati).

Tra gli Stati membri dell’Ue, i Paesi Bassi hanno avuto nel 2021 il più alto tasso di studenti ed apprendisti tra i 15 ed i 29 anni occupati mentre stavano ancora studiando (70%), seguiti dalla Danimarca (49%) e Germania (42%). All’opposto, il tasso più basso dì occupazione si riscontra in Romania (2%), Slovacchia (4%), Ungheria e Bulgaria (5%) con l’Italia che si attesta poco sopra (6%).

Il tasso più alto di studenti ed apprendisti tra i 15 ed i 29 anni disoccupati (cioè in cerca di occupazione e disponibili a lavorare nel periodo di studi) è stato registrato in Svezia (14%), seguita da Finladia e Paesi Bassi (7%). In coda a questa classifica si collocano Repubblica Ceca, Romania, Ungheria e Croazia con l’Italia che si attesta solo all’1,5%.

Si riscontrano delle differenze anche tra le donne e gli uomini. Nel 2021 il tasso di partecipazione femminile all’educazione formale è stato superiore a quello maschile, specialmente tra i 20 ed i 24 anni d’età (54% per le donne rispetto al 45% degli uomini). Considerando lo stato lavorativo e la partecipazione all’istruzione, la percentuale maggiore degli uomini tra i 20 ed i 34 anni che non studiavano né lavoravano è stata del 39%, mentre quella femminile nella stessa fascia d’età che studiava ma rimaneva fuori dal mercato del lavoro è stata del 34%.

Per il gruppo d’età tra i 25 ed i 29 anni le differenze di genere diminuiscono quando si osserva la partecipazione all’educazione formale, in quanto i rispettivi tassi sostanzialmente si equivalgono. Tuttavia, le differenze emergono quando si considerano i soggetti che non partecipano all’istruzione (la maggioranza in questo gruppo). Il tasso dei maschi in questa fascia d’età che non studiavano ma erano occupanti è stata del 70% considerevolmente più alta rispetto al 62% delle femmine. Inoltre, le donne risultano penalizzate anche dal tasso di coloro che non studiavano e rimanevano esclusi dalla forza lavoro (il 16% rispetto al 7% degli uomini).

 

Fonte: Eurostat

Immagini: Image by nensuria on Freepik ed Eurostat